Bloggando | Aprile 2005 »

29.03.05

Il Respiro...

Chiusa nell’auto, percepivo in modo soffocante il miasma di odori, umori, emanazioni umane, frammisto all’odore dei gas di scarico e al grigio plumbeo di questa giornata che promette poco di buono. Redirect Gratis
Pompinare Lesbiche Succhiacazzi Transessuali Sexy Shop

Il traffico mi dava la nausea, stamani. Più denso e melmoso del solito, e lento in modo esasperante. E del resto, come può essere buona una giornata che mi vede lontana da te? Allora ti ho cercato. Mi è bastato chinare la testa, e lasciare che il mento sfiorasse la sciarpa di seta arancio e nero che poche ore fa hai usato per bendarmi, per ritrovare un po’ di tranquillità.Ora è annodata in modo elegante e "casuale" intorno al mio collo, ma porta ancora, a qualche centimetro dalle estremità, i segni del nodo con il quale l’hai stretta sui miei capelli. Portare questa sciarpa con me, oggi, in luoghi e situazioni dove tu non sei, e dove appartenerti deve rimanere patrimonio della mia pelle e della mia mente, ha il significato che conosci: quello di trasportare la mia condizione di slave, fiera, altera, orgogliosa, in mezzo agli altri, ostentare il mio stato, urlarlo nell’unico modo possibile. E renderti l’omaggio che ti devo: come se ancora fosse stretta intorno alle mie tempie, e ancora le tue mani fossero su di essa. Le tue mani. Lo strumento da cui dipende la mia vita per ore, ed ore, ed ore, quando sei con me anche fisicamente. L’odore asettico del mio studio, in ufficio, è più accettabile di quello di fuori. Il personale della ditta di pulizie non ha neppure esagerato con i prodotti per lucidare, sicché posso immergere il viso nella mia sciarpa e ritrovare l’odore della mia paura senza che nulla mi distragga. Conosci l’odore eccitante della paura, mio Signore? No. Tu sai solo regalarla. E’ semplicemente meraviglioso il modo in cui, quando mi bendi, ogni percezione diviene amplificata; i tuoi movimenti, per quanto ovattati e tranquilli, l’odore del tuo corpo se mi passi accanto, il tuo respiro, perfino il mio stesso impercettibile tremore, sono giganti ai miei sensi. E i miei sensi, ieri, sono stati tua preda come non mai. Quando sei arrivato ero pronta. Quando tu arrivi, sono sempre, "pronta". Un abbraccio rapido, smanioso, quasi frettoloso, come non è da te. Fretta. Sì, avevi fretta di usare di me. L’ho sentito, forte, fin da quando hai messo piede in casa: potrei dire che l’ho annusato, quasi. Cercavo un po di riposo e me ne sono andato sulla mia barca fuori stagione, il porto era quasi abbandonato sulla banchina passeggiava una donna, vestita alla marinara, fumava nervosamente saluto e vedo che rimane li ad osservarmi mentre comincio ad armeggiare con le corde della barca. Quando ti sento così a stento trattenuto, la mia paura ha una connotazione diversa, meno gradevole. Temo che tu possa privarmi degli attimi di "tra". Quegli attimi che sono l’essenza pura di ciò che esiste fra noi. L’attimo tra una frustata e l’altra. Il respiro tra una carezza e la stessa carezza che diventa morsa. Lo sguardo che indugia tra un ordine e l’altro. La voce che tace tra la dolcezza e la perentorietà. Ma ieri non è stato così.

Siti Consigliati
http://tette-vento.italinks.it/
http://sesso-gay.burn.at/
http://tette-naturali.italinks.it/
http://sborrate-nel-culo.italinks.it/
http://sesso-estremo.does.it/
http://belle-tette.italinks.it/
http://sesso-gratis.relaxed.at/
http://cazzi-enormi.italinks.it/
http://tette-amatoriali.italinks.it/
http://sesso-anale.split.at/

E' sfinata rientro in cabina, dove ormai lei e' a penzoloni come un sacco vuoto gli passo la mano sulla vulva la apro, infilo il pollice nel culo, reagise contorcendosi la penetro analmente e solo adesso la faccio godere, facendola dondolare avanti ed indietro sul mio membro gode e urla a squarciagola mugolando. La slego, la faccio sedere sul divanetto e mi faccio ripulire tutto. la faccio rivestire, prima di infilarsi i pantaloni l'avvicino, piego un pezzo di corda in otto e lo infilo nella figa. nel suo sguardo finalmente, la devozione. quello che era iniziato come uno scherzo era diventato una esperienza unica per lei. era diventata finalmente una schiava le infilo le mutande e chiudo i pantaloni esco ed accendo una sigaretta mi apro una birra, e' quasi sera lei esce impacciata, sfinita e con la corda tra le gambe con il culetto che le brucia e tutte le gambe indolenzite mi passa davanti ma io la saluto appena, e lei continua a sguardo basso ritorna sul molto dolorante ma soddisfatta comincia ad incamminarsi verso la sua macchina. Sicuramente questa gita al mare le lascerà un ricordo. Mi bloccava le mani sopra la testa e mi saliva sopra. Da quando comandava Lei la posizione era sempre la stessa: Lei sopra ed io sotto. Questo nuovo rapporto era per me qualcosa di sensazionale, di vitale. Inevitabilmente cominciai a trascurare la mia, ufficiale, vita sentimentale ed a dipendere in maniera profonda da Lei. Ma contemporaneamente maturavo al precisa sensazione che per Lei non fosse lo stesso. Il mio rapporto con altre donne e con la fidanzata andò concludendosi e mi ritrovai a tuffarmi anima e corpo nel lavoro in attesa di una Sua chiamata. Lei invece continuava la Sua relazione di sempre, mi parlava del suo ragazzo e degli altri suoi amici ed amanti con fredda naturalezza. Ma era nel linguaggio che usava con me e nei suoi comportamenti che iniziava una profonda trasformazione del nostro rapporto che, non lo sapevo allora, mi avrebbe portato all'attuale stato di schiavitù. Non nascondo che io dal nostro rapporto avrei ovviamente voluto di più, avrei voluto essere sì il suo schiavo, ma possibilmente anche l'unico per Lei. Mi faceva rimanere in ginocchio a leccarla in mezzo alle gambe mentre Lei seguiva svogliatamente qualche programma televisivo, o mentre telefonava ai Suoi amici per fissare appuntamenti per la serata. Poi, come una sfera in un piano inclinato, cominciammo a prendere velocità. Il rapporto di dominazione divenne sempre più totalizzante, la mia sottomissione sempre più incondizionata. Le sue pretese sempre maggiori ed il mio "addestramento" veniva messo alla prova costantemente.

Siti Consigliati
http://foto-porno.italinks.it/
http://cazzi-grossi.italinks.it/
http://culi-rotti.italinks.it/
http://sborrate-facciali.italinks.it/
http://foto-ragazze.italinks.it/
http://sesso-orale.dizzy.at/
http://culi-nudi.italinks.it/
http://tette-famose.italinks.it/
http://foto-donne.italinks.it/
http://sborrate-anali.italinks.it/

Non sapevo in realtà cosa mi aspettava. Un sera dopo l'ennesima travolgente scopata, a casa sua, cercai di parlarLe del mio desiderio di accompagnare la nostra particolarissima intesa sessuale con anche un rapporto più stretto fra noi. Mi ricordo come fosse ora lo sguardo gelido ed ironico al tempo stesso, che mi rivolse. “allora non hai capito nulla, tu per me sei solo un passatempo, con te ci sono già stata insieme, e non ho nessuna intenzione di tornare indietro. Ho le mie storie ed i miei progetti e tu non ne fai parte. Se non come mio divertimento segreto, mi dispiace ma così stanno le cose; è meglio tu lo sappia. E ti adegua.” Forse fu il tono beffardo, forse fu il fatto che appena avendo appena scopato quelle parole non provocarono in me la solita violenta eccitazione. Provai un senso di disgusto e smarrimento e decisi di andarmene senza una parola. Lei mi fermò sulla porta sorridendo dolce, mi diede un bacio sfiorandomi le labbra. “Non odiarmi ti ho detto la verità, non è meglio così ? “ La baciai a mia volta e me andai. Seguirono giorni di tormento, non riuscivo nemmeno per un attimo a non pensare a Lei e, devo ammetterlo, ogni volta mi eccitavo. La mia vita nelle due settimane successive divenne un inferno, ogni cosa mi sembrava inutile e stupida. Provai anche ad uscire con qualche vecchia amica, ma fu tutto inutile. Una sera, era l'inizio della scorsa estate, per caso mentre aspettavo alcuni amici in un bar del centro, seduto nei tavolini esterni, arrivò Lei con un uomo molto più vecchio, Lei allora non aveva ancora compiuto 26 anni. Sono imbarazzato ma evito di fare altre domande. Il body mi sta preciso ed ha le coppe rinforzate, mentre le calze mi arrivano al ginocchio. Marco continua a guardarmi quasi per farmi sentire ancora più imbarazzato e con il dito mi indica di proseguire rapidamente con gli altri vestiti. Prendo la camicetta. Ha i bottoni in posizione inusuale e il colletto ampio e ricamato con fiorellini e pizzi. Ora usciamo fuori che ti faccio vedere la casa poi torniamo dalla Padrona". Usciamo dalla stanza e torniamo nel corridoio. Era splendida in minigonna ed una camicia generosamente aperta sul suo seno. I capelli biondi, leggermente ricci, sciolti lungo le spalle, la pelle dorata dal sole. fece finta di non vedermi. Parlava fitto con quello che poteva essere suo padre carezzandogli le mani ed i capelli, ridendo e baciandolo ripetutamente. Per me quello fu veramente troppo. Scappai in un altro bar dove, come da copione, mi ubriacai stressando il barista e metà degli avventori con un misto di pessimismo cosmico leopardiano ed il peggio dei luoghi comuni misogini tipici dei maschi sconfitti. Inevitabilmente la mattina dopo, smaltita la sbornia, non potei fare a meno di telefonarLe chiedendo di vederLa.

Siti Consigliati
http://video-sexy.italinks.it/
http://cazzi-neri.italinks.it/
http://porno-gay.again.at/
http://cazzi-duri.italinks.it/
http://video-lesbo.italinks.it/
http://sborrate-in-bocca.italinks.it/
http://disegni-tatuaggi.italinks.it/
http://sborrate-in-figa.italinks.it/
http://video-trans.italinks.it/
http://cazzi-giganti.italinks.it/

Fu cordiale gentile, mi offrì da bere. Ruppi io l'imbarazzo chiedendoLe cosa intendesse precisamente per "condizioni". Lei ridivenne fredda e beffarda e togliendomi il bicchiere dalla mano mi disse: Arrivai puntuale la sera dopo, mi aspettava guardando la televisione. Obbedii prontamente, come del resto ero abituato ormai a fare con una certa frequenza, e tra eccitazione e preoccupazione mi disposi in ginocchio. Quello che mi disse fugò ogni possibile dubbio. "Se sei tornato qui è perché evidentemente non puoi fare a meno di me. Io invece si. Ed è questo il tuo problema, ma c'è una cosa che forse può aiutarti: ci ho preso gusto in questo ruolo e sono intenzionata a continuare a divertirmi. Le mie condizioni sono quindi fin troppo chiare: sarai a mia completa disposizione, io deciderò ogni singola cosa della tua vita che mi andrà di controllare. Tu invece a me non potrai chiedere nulla, se non supplicarmi di degnarti della mia attenzione. Sarai punito ad ogni minima infrazione, ma soprattutto sia io che te sappiamo che la punizione più grande sarebbe quella di non volerti più come schiavo. Quindi non sarò costretta a ridicole e stancanti punizioni corporali. Semplicemente voglio che tu sia a mia completa disposizione. Sempre. Non potrai avere relazioni di alcun tipo. Dovrai solo lavorare e per il resto attendere pazientemente chiuso in casa le mie chiamate. Questo è tutto, non hai diritto di sapere di più, puoi accettare o meno, ma fallo subito". Inutile dire che accettai immediatamente. Lei mi tastò per verificare la mia erezione. “Vedo che sei entusiasta - disse ridendo - ora però ho degli impegni, non ho tempo da perdere con te, ma ti concedo di leccami con devozione le scarpe poi vattene a casa ad aspettare quando avrò voglia di chiamarti." Obbedii leccando, cosa che non avevo mai fatto, accuratamente le sue scarpe salutai ed uscii. Nella testa avevo una grande confusione, ma l'erezione durò fino a casa dove mi masturbai pensando alle Sue parole ed al Suo sguardo. Mi ritrovai effettivamente ad attendere le Sue telefonate, la sua attenzione, le umiliazioni che architettava per me. Mi ritrovai ad osservare me stesso mentre sprofondavo nella più completa soggezione, una soggezione che aveva iscritta nel suo Dna una evidente e profonda disparità. Non perdeva occasione per umiliarmi con la sua indifferenza. Mi chiamava per passare una notte con Lei salvo poi cambiare improvvisamente idea. Come ad esempio quella sera in cui proprio nel bel mezzo di una scopata interruppe tutto per una telefonata. Eravamo nel Suo letto, come sempre io ero sotto. Mi aveva fatto spogliare e distendere. Solitamente io, secondo le Sue disposizioni, dovevo essere già in erezione con il preservativo infilato. Il preservativo dovevo metterlo anche se i realtà Lei prendeva regolarmente la pillola, ma da quando mi aveva sottomesso lo pretendeva lo stesso. Così diceva: -non mi insozzi con il tuo sperma.- Si era tolta le mutandine e me le aveva messe sulla faccia ed era salita sopra di me: Vedi di farmi divertire.

Siti Consigliati
http://cazzi-superdotati.italinks.it/
http://foto-erotiche.italinks.it/
http://schizzi-di-sperma.italinks.it/
http://culi-sodi.italinks.it/
http://cazzi-in-culo.italinks.it/
http://foto-hard.italinks.it/
http://schizzi-di-sborra.italinks.it/
http://culi-sexy.italinks.it/
http://cazzi-in-bocca.italinks.it/
http://culi-belli.italinks.it/

Io in qualità di sua ex-amante chiedo l’affidamento di Paolo per un periodo da precisare in cui comunque ciascuno può pretenderne la disponibilità alle condizioni da concordare, mi offro garante di ciò che andiamo per deliberare e vi chiedo come prima cosa di definire il periodo di tempo della pena in cui Paolo sarà NOSTRO schiavo. Propongo di disporne ogni 15 giorni a turno per 48 ore: una volta mia madre, una volta Luisa, un’altra Massimo. Rossella chiaramente non conta in quanto anche se pentita e a suo modo vittima di questo bastardo è stata parte in causa nei fatti che sappiamo. Avrete piena libertà di impiego e di utilizzo alla sola condizione di non ‘rovinarlo’ per più del periodo previsto. Ogni 15 giorni lo SCHIAVO deve essere come nuovo… Non lo sarà comunque, ma in linea di massima è giusto che ogni segno lasciato sul suo corpo abbia, se non proprio a sparire, quantomeno ad essere perfettamente cicatrizzato. Lo schiavo sarà disponibile dalle 22.00 di venerdi sera alle 22.00 di domenica sera e qualunque sia la sua condizione al termine di ogni ‘seduta’ deve comunque essere in grado di lavorare il lunedi. Per quanto tempo proponete di punire il colpevole?" La parola schiavo era comparsa sulla bocca di Ivana come un segno di condanna violento, che aveva provocato in tutti una certa, fredda reazione. Paolo aveva sempre avuto una certa soggezione del modo di fare di Victoria, sempre elegante e dura, autoritaria non era certo passata lontano dalle sue fantasie erotiche ma, per attuarle, avrebbe dovuto creare una situazione un po’ difficile da gestire. Ora invece lei è lì con sua figlia e gli altri e palesemente non vede l’ora di punirlo duramente. Non era quindi solo fantasia ma c’era un fondo di verità in quello che lui sentiva in lei, semplicemente avrebbe potuto accadere solo così, con la complicità l’ingegno e la decisione di sua figlia, quella immensa Troia che ora troneggia al centro del tavolo. Teme di eccitarsi che già sta per accadere, sarebbe stato particolarmente fuori luogo in quel frangente per cui cerca di concentrarsi per non trovarsi impreparato al seguito del Processo. Io rimanevo immobile nella mia posizione mentre Lei si godeva il mio cazzo muovendosi lentamente. Non mi era permesso parlare nè muovermi se non su Suo ordine. La osservavo attraverso uno spiraglio tra le sue mutandine, gli occhi chiusi e la bocca aperta. Ora dobbiamo decidere cosa fare a Paolo in questa stessa seduta, come dettagliare per iscritto tutte le disposizioni che meglio riteniamo per il futuro e discutere insieme le punizioni da infliggere e per quanto tempo.

Siti Consigliati
http://sborrate-calde.italinks.it/
http://manga-erotici.italinks.it/
http://cazzi-in-figa.italinks.it/
http://foto-lesbo.italinks.it/
http://tette-sborrate.italinks.it/
http://manga-porno.italinks.it/
http://cazzi-grandi.italinks.it/
http://sborrate-in-faccia.italinks.it/
http://video-hentai.italinks.it/
http://sesso-manga.italinks.it/

Postato da xXx il 12:29 | Comments (0)

27.03.05

Nemmeno una stella

Questa notte neanche una stella, che tace che brilla, che dà sostanza e misura a questo cielo che incombe e minaccia. Solo acqua battente su questo seno che sterile si mostra ed invano si offre ai fantasmi di notte, annidati come nebbia, intorno alla più bella, che porta un nome finto come finti e troppo sodi sono i suoi seni che non lasciano alla voglia il gusto di sgonfiarli.
Sesso, Tette, Porno, Figa e Pompini

Neanche una stella! Che sciama di luce e rischiara questa faccia che inganna, coperta di strati di cipria che appiattiscono rughe e che sapone non lava. Ormai pelle, oramai essenza che mi regola dentro respiri e parole, ansia e bugie fino a convincermi di essere giovane e bella, d’essere come mi guarda lo sguardo di questo sparuto cliente che da mezz’ora fa il giro come mosche attorno a rifiuti, come indiani attorno ad un fuoco. Vorrebbe scaldarsi, ma non ha il coraggio d’offrirmi i suoi spiccioli radi, rubati magari in questa chiesa di fronte che gotica s’innalza fino a bucare le nuvole. Ma sono io la Madonna! Sono io l’isola di pace, che vergine negli occhi purifico spiriti e risollevo peni depressi! E come bimbi nel grembo materno s’accovacciano e s’accucciano dentro questo paradiso di carne e trovano alcova e riparo a questa solitudine appiccicosa, che come ombra di notte ti segue e precede e non ti lascia da sola. Sono io l’ombrello! A questa pioggia che insistente mi sciupa la tinta e non smette di battere, come le mie colleghe di fronte che tirano a mattina e mi rovinano la piazza togliendomi lavoro. E a quel fantasma con la faccia da uomo che sta facendo un altro giro, vorrei dirgli che quello che vede l’affitto per poco, che in multiproprietà è conveniente davvero, senza spreco di soldi, sentimento e fatica a sopportare il ruolo peggiore di donna che chiamano moglie. Neanche una stella! Che illumini la mia parte migliore, quella che nemmeno il pudore protegge e le mutande non fanno altrettanto. Nuda e piatta non fa mistero e non fa voglie, dove gli uomini che passano per caso non s’affannano a riempire. Come invece vorrei che fosse, simile ad un secchio sotto la pioggia che senza fondo riceve ed incassa senza mai colmarsi fino all’orlo. Vorrei che m’annusassero invece di stare lì a guardare, che s’impregnassero del profumo dei miei seni, perché solo l’odore fa ricordare, e associa immagini e parole, che altrimenti s’annerirebbero nel buio di questa notte senza futura memoria. Ma le mie tette non fanno più poesia, non destano rime e non generano fantasie e stanno giù molli, appiccicate sul corpo come un lago prosciugato in estate o palloni aggrinziti lasciati sgonfiare dal tempo. Si fermano e subito ripartono, neanche il tempo di masturbarsi per poco, per dare dignità e prestigio a questa donna che sola s’ostina a strascicare i suoi tacchi riempiendo la notte di travertino e desolazione, come questa fica ridotta ad un buco nel muro dove neanche i ragni sono più curiosi d’entrare.

Siti Imperdili
http://pompini.allday.at/
http://www.foto-porno.ze.cx/
http://bocchini.again.at/
http://www.manga-erotici.ze.cx/
http://lesbiche.allday.at/
http://www.donne-famose.info.ms/
http://puttane.allday.at/
http://www.ragazze-nude.int.tc/
http://ninfomani.allday.at/
http://www.sesso.info.ms/

Neanche una stella! Che mi faccia scovare da chi a quest’ora non ha ancora trovato ricovero alle sue voglie, e gira frenetico alla ricerca di labbra proprio come le mie, che morbide e carnose non aspettano altro, che schiudersi a forza al desiderio che irrompe, che ingrandite come salsicce vorrebbero farsi sbafare oltre il contorno di matita che penosamente straborda. Neanche una stella che mi risucchi, che mi trascini sulla propria scia e m’inebri di luce fino a rendermi incandescente, fino a farmi apparire più bella dentro un bordello. Coperta di spacchi profondi su divani in attesa, dove occhi viziosi ed impazienti mi cercano e sprofondano nel nero che fa magia e mistero, e desiderio di salire le scale per una singola, doppia o addirittura una notte esclusiva ed intera. Dove uomini col sesso pulito mi chiedono il permesso prima di scoparmi di santa ragione, e poi gentili mi offrono rose e poi scuse su un letto di seta o addosso ad un termosifone bollente, se una spina per caso m’ha graffiato una mano o si sono spinti oltre il fondo che persino puttana rifiuta. Neanche una stella che mi porti fortuna se proprio non conosce bordelli! E mi mangio le unghie finte perché quelle vere sono diventate carne da tempo, come sigarette divorate oltre la decenza del filtro o membri sfilacciati che stanno lì lì per venire. Ma a quest’ora, qui alle tre del mattino, basterebbe un cliente che mi inghiottisca nel buio di uno di questi vicoli ciechi, dove in fondo c’è un muro di rovine romane e tappeti di scarti delle mie colleghe al lavoro. E che mi tratti senza nessuna premura, perché riguardo e deferenza non hanno ragione quando ti scelgono perché non hanno trovato di meglio, quando in piedi ti sbattono nuda senza neanche un velo per sentirti una femmina. Basterebbe uno solo, che mi chiami puttana perché altro non sono! E che goda magari da solo o rifiuti proprio sul più bello la parte che ha pagato, infilando il suo sesso nel buco del muro perché tanto sarebbe lo stesso! Ma che mi offra quel poco di soldi che non sia proprio niente, in modo che domani possa ricominciare da sera a sperare che qualcuno non abbia trovato di meglio guardando questo cielo che incombe dove stanotte non c’è neanche una stella! Che tace che brilla!

Siti Imperdili
http://reggiseno.ilsito.info/
http://perizoma.ilsito.info/
http://lingerie.ilsito.info/
http://autoreggenti.ilsito.info/
http://giarrettiere.ilsito.info/
http://intimo-uomo.ilsito.info/
http://intimo-notte.ilsito.info/
http://intimo-donna.ilsito.info/
http://intimo-erotico.ilsito.info/
http://intimo-femminile.ilsito.info/

Ma l’alba è vicina, e timida s’adagia sul tetto di fronte, rischiarando i contorni e l’illusione che stanotte una stella, una stella qualunque m’avrebbe potuto far compagnia. E nel mentre mi rassegno a recuperare vestiti e decenza, lasciati ciancicare dentro un sacchetto, vedo in lontananza una coppia. Uomo e donna in un’unica figura, che si stringono fino ad entrare nella pelle dell’altro, fino a generare un’unica richiesta, improvvisa e allettante, che quantifica un prezzo che per nessuna ragione potrei rifiutare. Lei ha il viso di una donna d’altri tempi, aristocratica e lasciva, coperta da sete e pelliccia che neanche l’incasso di una vita potrebbe bastare. Lui ha gli occhi che mi mozzano il fiato e m’ingrossano queste tette cadenti come se già mi fosse di dentro, come se gratis già lo stessi cullando. Mi guardano e si guardano fino ad aprire la porta lì a pochi passi, fino a ritrovarci in un salone di marmo dove riflettono le mie premure di non essere all’altezza. Mi sussurrano impazienti che si sono conosciuti da poco, stasera in un ristorante poco lontano, guardandosi negli occhi e confidandosi reciproche attese che complici ora si svuotano come i miei ridicoli seni che invano tento di coprire, che invano tento di gonfiare. Ma non m’hanno invitata per questo! Non m’hanno invitata per le mie cosce livide di freddo o per la smagliatura sulla calza fermata malamente da smalto di altro colore! Mi dicono e mi fanno capire che hanno bisogno dei soli miei occhi e che del resto non sanno che farci. E mentre mi guardo riflessa ad un vetro non posso che dargli ragione di non essere qui per destargli la minima voglia. Hanno bisogno dei soli miei occhi! Che guardino senza sbattere le palpebre mentre loro fanno l’amore! Perché troppo felici e sorpresi di esserlo non vorrebbero che di questa notte, domani, ne rimanesse soltanto un sogno o comunque un velo di dubbio che li faccia tentennare d’averla vissuta. Semplicemente una testimone che muta assista e li guardi, che immobile ne misuri la gioia come un segnalibro in un diario incollato su uno stupendo ricordo che non si vuole dimenticare. E in piedi, in disparte mi faccio più piccola per non farmi vedere, rallento i respiri perché non siano di disagio mentre si rincorrono e provano piacere soltanto a sfiorarsi e le loro mani anoressiche si accarezzano gentili e premurose come quelle del mio cliente dentro il bordello.

Siti Imperdili
http://video-erotici.xxl.st/
http://video-hard.xxl.st/
http://video-amatoriali.xxl.st/
http://video-sesso.xxl.st/
http://video-sexy.xxl.st/
http://cartoni-porno.fr.nf/
http://cartoni-giapponesi.xxl.st/
http://cartoni-erotici.xxl.st/
http://cartoni-manga.xxl.st/
http://cartoni-hard.xxl.st/

Ma il mio cliente non ci avrebbe messo così tanto tempo per decidere di passare all’attacco e sbattermi addosso a quel termosifone che ancora mi brucia davanti e di fianco. E non capisco perché rimangono vestiti, perché lui non l’abbia già spogliata del tutto, come me in questo momento, dove i miei clienti non farebbero nessuna fatica a trovare l’ingresso senza ogni volta alzare la gonna e scostare mutande. E continuano a guardarsi negli occhi, a parlare frasi spezzate senza che nessuno dei due si faccia più avanti ad offrire il piacere che da oltre mezz’ora si sono promessi. Ora lui s’avvicina, la cerca, la chiama, ma lei stringe le cosce e poi scappa ridendo verso la finestra, poi torna sul divano e si ricompone mutande e capelli. Lui continua a guardarla estasiato, dicendole che mai donna più bella ha gonfiato le sue voglie, come se non potesse pretendere altro, come se quell’attesa d’amore non avesse mai fine e non prevedesse altre soglie. E lei seduta si compiace solo a farsi ammirare, a farsi sfiorare la stringa di un lilla sbiadito che non avrei mai portato, come se il seno stesse comodo al suo posto, come se la sua bocca non potesse far altro che parlare. Li guardo di nuovo e faccio per andarmene pensando che dall’ètà della ragione nessuno mai m’ha fatto attendere così tanto, che m’hai nessuno m’ha aspettato più del tempo che c’impiego ad aprire una lampo o a sfilarmi mutande quando ci sono. Lì guardo ancora delusa pensando che il tempo per l’affitto è oramai scaduto sia pure per quella parte del mio corpo che nessuno mai finora m’aveva richiesto. E scuoto la testa ripensando a quanto quest’uomo, nelle mie braccia, sarebbe stato felice, a quanto l’avrei assecondato senza farlo aspettare, fino ad accoglierlo nuda e capiente nel posto e nel momento che la voglia di maschio decide. "Ho visto come m’ha guardata, come il suo sguardo intenso m’ha penetrata gli occhi e la pelle! Se solo m’avesse incontrata prima! Se solo fosse passato di lì qualche ora prima! Addosso a quel muro una stella, gli avrebbe fatto cambiare ristorante e percorso! Già nuda, già pronta, senza quelle ridicole mutande di raso che sbarrano la strada e ti fanno perdere tempo!" E mentre il giorno di fuori ha raffreddato voglie e clienti mi rimetto alla rinfusa i miei vestiti ciancicati e mi sale la rabbia guardando quel poverino che s’affatica su chi ancora vestita ne fugge, lo invita e non s’è tolta nemmeno le calze! E chiudo la porta e scendo le scale pensando che ancora un momento m’avrebbe scelto davvero, mentre ora s’affanna per una donna che ancora seduta accavalla le gambe e dondola il tacco.

Siti Imperdili
http://www.sesso-gratis.st/
http://pompinare.again.at/
http://donne-mature.singz.it/
http://transessuali.allday.at/
http://www.pompini.info.ms/
http://mignotte.allday.at/
http://www.sesso-orale.info.ms/
http://bocchinare.allday.at/
http://www.sesso-anale.info.ms/
http://zoccole.allday.at/
http://www.lesbiche.info.ms/

Emozionata e sconvolta attivò un videoregistratore per vederla. Paolo sul proprio letto stava per accogliere Rossella che… indossava un abito di Ivana! Le sue calze, le sue scarpe… Massimo aveva il dovere di perdonare Rossella (anche se le cose non stavano proprio così) e di farle odiare Paolo, del resto lo scopo più sottile di Ivana era proprio quello di rivoltare anche lei contro di lui. Paolo riceve una raccomandata direttamente a casa e in ufficio, la apre, incredulo quasi collassa dal contenuto. Ivana, Rossella Luisa Victoria e Massimo lo aspettavano a casa di Victoria, la "suocera" per un processo informale ma che si prospettava senza via di uscita. In caso di assenza lo avrebbero tutti denunciato per abuso sessuale a scopo di lucro incastrandolo con la videocassetta, e non sarebbe stato semplice uscirne. Anche lei correda il tutto con un ricco sputo in faccia allo schiavo che quasi apprezza tra sé e sé il sapore della saliva di queste donne così aggressive e crudeli. Massimo prende per mano Rossella e la porta con sé di fronte a Paolo. Lui che cavalcava lei, lei che cavalcava lui, il cazzo del suo uomo nella bocca di quella troia, nella figa della troia, nel culo… abbracci e baci a piena lingua, mani che si intrecciano in un convulso e appassionato gioco di corpi e piacere, parole dolci, parole oscene, urla di piacere, orgasmi, oggetti, ancora orgasmi… Ivana preparò tre copie di quel nastro e le diede a Massimo, a sua madre Victoria e alla madre di Rossella, Luisa. Furibonda e masticando sempre più forte il desiderio di una vendetta terrificante, guardò tutto il nastro per ben tre volte: sconvolta, frastornata, confusa e lucida, eccitata e incazzata, razionale e irrazionale continuava a scorrere le immagini… Luisa molto disinvoltamente si avvicina a Paolo e senza particolari premesse lo centra con le sue mani curate ed eleganti, le orecchie di Paolo rimbombano come se fosse in fondo ad una caverna. Per non essere da meno anche Luisa sputa in faccia allo schiavo già in difficoltà. Ivana è già pronta per il suo turno e la cattiveria con cui esplode i suoi ceffoni è uno spettacolo nello spettacolo: potenti, fulminei, a piene mani… Forse fu quella la sua mossa più sbagliata. Ivana aveva le chiavi dell’ufficio di Paolo e rovistando ovunque trovò quanto di meglio poteva desiderare per articolare una vendetta soddisfacente e spietata che la ripagasse del dolore subito ma fosse al tempo stesso un sistema per divertirsi enormemente ad esclusivo beneficio della sua indole di Sadica Padrona che in quel momento più che mai urlava la propria necessità di riavere il suo uomo nel più totale e crudele ambito di schiavitù senza via d’uscita. Riposta ingenuamente dove custodiva in genere le videocassette dei precedenti giochi erotici con e di Ivana, lei stessa trovò un nastro con la data di quei giorni.

Siti Consigliati
http://infermiere-nude.italinks.it/
http://fighe-bagnate.italinks.it/
http://segretarie-troie.italinks.it/
http://cartoni-giapponesi.italinks.it/
http://segretarie-nude.italinks.it/
http://infermiere-troie.italinks.it/
http://fighe-depilate.italinks.it/
http://video-bollenti.italinks.it/
http://fighe-calde.italinks.it/
http://infermiere-sexy.italinks.it/

Postato da xXx il 11:09 | Comments (0)